Genova G8 2001. Carica delle forze dell'ordine. Foto di Ares Ferrari - CC-BY 2.5_Wikimedia

Quasi 300mila persone parteciparono, nel luglio 2001, alle manifestazioni del Genoa Social Forum contro il G8 che si teneva in città e la netta spinta verso una globalizzazione neoliberista promossa dai cosiddetti grandi della terra.

Nel corso dei quattro giorni, con il pretesto di contrastare gli episodi di violenza compiuti dai Black Bloc, un gruppo di attivisti in larga parte provenienti dal Nord Europa, che agiva in modo violento e completamente slegato dal movimento che aveva organizzato le manifestazioni, le forze dell'ordine ricorsero a un uso indiscriminato della forza contro manifestanti, giornalisti e osservatori.

I cortei furono attaccati, anche se pacifici e rispettosi degli accordi con la Questura sui percorsi previsti. Venerdì 20 luglio nel tardo pomeriggio, un proiettile sparato da una camionetta dei carabinieri uccise il 23enne Carlo Giuliani. Il giorno successivo, il corteo massiccio fu caricato in più punti e migliaia di persone, di tutte le età e condizioni, furono aggredite, picchiate, in modo molto violento, dalle forze dell’ordine. La sera di sabato 21 luglio, un blitz alla scuola Diaz si concluse con un massacro vero e proprio di manifestanti, attivisti e giornalisti, anche di diverse testate internazionali, che dormivano in quella sede. Le persone arrestate furono poi portate nella caserma di Bolzaneto dove furono soggette ad altri maltrattamenti e vere e proprie torture.