Le celebrazioni a senso unico a sinistra dimenticano la guerriglia di feroci teppisti
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Non solo bravi ragazzi e cattivi poliziotti: il grande corteo anti G8 a Genova di 25 anni fa era infiltrato da un «esercito» di estremisti, che ha approfittato di migliaia di manifestanti più tranquilli per scatenare la guerriglia. Si staccavano in centinaia dal grosso della manifestazione per assaltare le forze dell’ordine e mettere a ferro e fuoco Genova. Io c’ero, camuffato da black bloc (foto), per raccontare dalla prima linea, sul Giornale, la cieca violenza distruttiva. Per questo è stupefacente la lettura dei resoconti, rose e fiori, di questi giorni, dove si ricorda solo Carlo Giuliani, ucciso mentre tirava un estintore a un carabiniere assediato in una jeep presa d’assalto e la «macelleria messicana» della scuola Diaz trasformata in bivacco di manifestanti e della caserma Bolzaneto. Eccessi delle forze dell’ordine ci sono stati, ma far finta che solo la polizia ha menato ed i no global erano santarellini grida vendetta al cielo. La didascalia di una foto pubblicata da Repubblica per l’anniversario descrive come agnellini «il movimento delle tute bianche, guidato da Luca Casarini» che «fu uno dei più attivi al G8, lanciando una metaforica dichiarazione di guerra ai leader mondiali». Metaforica? Nel giorno clou delle proteste ho visto una valanga di molotov, automobili usate come arieti, bastoni con il filo spinato o coltello da cucina legati sulla punta e distruzione sistematica di negozi e banche. Casco e maglietta neri mi sono infiltrato fin dall’inizio al concentramento del corteo, nell’ala più dura composta da centinaia di black bloc calati da tutta Europa ed estremisti arrivati dal resto d’Italia. Giovani fra i 20 e 25 anni venuti a Genova per scatenare l’inferno. La prima sorpresa è stato l’arrivo di un furgone con due personaggi più anziani, sulla quarantina, hanno aperto il portellone cominciando a distribuire spranghe e manici di piccone. La scena avveniva con un elicottero della polizia sopra la nostra testa che filmava tutto.Ben prima di raggiungere la rete metallica con i cordoni delle forze dell’ordine che piantonavano la zona rossa, gli estremisti facevano a pezzi le vetrine dei negozi o davano fuoco all’ingresso della banche. Si accanivano anche sui bancomat nel tentativo, fallimentare, di aprirli e rubare i soldi. Teppisti che parlavano una babele di lingue, ma i più feroci erano i tedeschi con tanto di falangi punkbestia. Non mancavano di venire alle mani con i gruppi più organizzati nel corteo ufficiale, come Rifondazione comunista, che volevano evitare la violenza estrema.Quando la grande massa di manifestanti si è trovata di fronte alla prima rete della zona rossa e un drappello di finanzieri in tenuta anti sommossa, il grosso ha svoltato senza provocare incidenti, ma circa 400 black bloc e guerriglieri urbani hanno preso d’assalto le forze dell’ordine. Non solo a colpi di molotov e fitti lanci di pietre, ma utilizzando una Panda posteggiata nella zona sbagliata (foto), come ariete infuocato.La pioggia di lacrimogeni in risposta ha investito pure il sottoscritto «soccorso» da squadre ad hoc, che rimettevano in piedi i «feriti» per rimandarli in «battaglia». Così mi sono accorto che alcuni «veterani» con i capelli bianchi e la pancetta davano ordini e spinte in avanti. Cattivi maestri degli anni settanta, ma è un particolare sparito dalle cronache mielose dell’anniversario.













