<p>Arriva la tanto attesa riforma dell'Ets, la tassa pagata dalle imprese per inquinare, il cui ricavato serve a finanziare la decarbonizzazione in Europa.
La Commissione ha allentato la stretta sulle quote di Co2 perché dal 2031 al 2035 diminuiranno in modo più graduale: del 3,7% ogni anno, invece del precedente 4,4%, e dell'1,7% dal 2036, taglio che non mette in dubbio gli obiettivi climatici dell'Ue.
Le quote gratuite saranno assegnate anche dopo il 2030, ma solo a chi investirà nella transizione green.
E i governi dovranno usare metà dei proventi dell'Ets per decarbonizzare i settori inquinanti, molto più del 5% speso finora. </p><p>Dalla Commissione, insomma, sono arrivate alcune concessioni per evitare la deindustrializzazione del Vecchio Continente, visto che le imprese straniere non seguono regole così nette.
Ma l'apertura di Bruxelles non ha convinto Confindustria. «È insoddisfacente», tuona il presidente Emanuele Orsini. «La Commissione si limita a interventi con effetti solo marginali nel breve termine e non affronta le criticità strutturali del sistema nel contesto globale».















