La Commissione europea ha presentato le sue due più importanti iniziative climatiche dell’anno: la revisione del Sistema di scambio delle quote di emissione (Ets), unita al Piano di azione per l’elettrificazione. Certamente, la prima è la più contesa.
L’Ets è quel sistema per cui alcune imprese europee devono pagare una quota per ogni tonnellata prodotta di gas responsabili del cambiamento climatico. Negli scorsi mesi, il governo italiano e Confindustria avevano chiesto a più riprese di ridimensionarlo per favorire la competitività industriale.
Alla fine, la proposta di revisione apre a una maggiore flessibilità per le imprese, ma per la Commissione questo non inficerà il taglio delle emissioni del 90 per cento entro il 2040. «La nostra ambizione per il prossimo decennio aumenta, non diminuisce», ha sostenuto il commissario al clima Hoekstra.
Mediazione giudicata però insoddisfacente da Confindustria. Per il presidente Emanuele Orsini, gli interventi hanno «effetti solo marginali nel breve termine», senza affrontare «le criticità strutturali del sistema nel contesto globale». E anche il governo italiano si prepara a una lunga discussione in sede di Consiglio europeo.
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