La Commissione europea ha presentato oggi la proposta di riforma del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, noto con l’acronimo Ets. Bruxelles punta a rendere più graduale, a partire dal 2031, la riduzione del numero di quote disponibili, venendo incontro alle pressioni di alcuni settori industriali, ma senza rimettere in discussione lo strumento nato vent’anni fa. L’intento è allineare il mercato Ets al nuovo obiettivo climatico di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040, in vista della neutralità climatica nel 2050. Bruxelles propone inoltre di portare al 46% entro il 2040 la quota dei consumi energetici coperta dall’elettricità, oggi ferma al 23%.
Una riduzione più graduale delle quote
“Il nostro obiettivo è di fare sì che l’Ets diventi uno strumento di investimento, compatibile con gli obiettivi climatici, di competitività e di indipendenza energetica”, ha spiegato il commissario al Clima Wopke Hoekstra, come riporta Il Sole 24 Ore. Il mercato Ets prevede l’acquisto di quote di emissione da parte delle aziende più inquinanti, mentre le imprese maggiormente esposte al rischio di delocalizzazione possono beneficiare di certificati gratuiti. Le quote vengono messe all’asta dagli Stati membri secondo il principio “chi inquina paga”, con l’obiettivo di incentivare attività economiche più rispettose dell’ambiente. Secondo Bruxelles, il sistema ha contribuito in modo significativo alla riduzione delle emissioni.













