<p>La <strong>siccità</strong> può mettere sotto pressione oltre 4 mila centrali idroelettriche.

Sono quelle che pescano nei bacini del <strong>distretto del Po</strong>, ma non è soltanto l’effetto del caldo torrido e della scarsità d’acqua che stanno segnando questa estate.

Il nuovo Piano di gestione del distretto idrografico del Po per il periodo <strong>2027-2033</strong>, trasmesso al <strong>ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> per la valutazione ambientale strategica, spiega bene un quadro che sta cambiando.

Ne deriva che l’emergenza sta diventando strutturale, al punto da imporre di ripensare la <strong>gestione della risorsa idrica</strong>, anche in funzione della produzione di energia.

Riecheggia la <a href="https://www.milanofinanza.it/news/blackout-da-siccita-2567979">grande crisi dell’idroelettrico del 2022</a>.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>I numeri danno la misura della posta in gioco: nelle regioni del distretto sono censiti <strong>4.167 impianti idroelettrici</strong>.