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Gabriele Guccione
Secondo l'Arpa a giugno sul bacino del Po è piovuto il 36% in meno rispetto al 1991-2020: «Siamo al lavoro per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l'uso agricolo»
Dopo i blackout che hanno accompagnato le giornate più calde e dopo gli incendi che hanno colpito boschi e aree protette, l’estate 2026 consegna al Piemonte un’altra emergenza. È quella della siccità, che si misura nei livelli dei fiumi, nei campi in sofferenza, nelle ordinanze dei sindaci e nelle autobotti che tornano a rifornire i piccoli acquedotti di montagna. Il caldo continua, la pioggia non arriva e la Regione prepara nuove contromisure mentre osserva l’evoluzione delle prossime settimane.
Siccità: un tavolo sulla crisi in RegioneIl punto è stato fatto ieri al Grattacielo Piemonte. Attorno al tavolo sulla crisi idrica, convocato dal presidente Alberto Cirio, si sono riuniti assessori, Arpa, associazioni agricole, consorzi irrigui, gestori del servizio idrico, prefetture, province. Cirio ha annunciato che sono già in corso contatti con Valle d’Aosta e Canton Ticino per ottenere un aumento della disponibilità d’acqua destinata all’irrigazione. Sul fronte dell’acqua potabile resta alta l’attenzione: circa cento Comuni hanno emanato ordinanze che limitano gli utilizzi non essenziali, mentre una cinquantina di Comuni, per un totale di circa 25 mila abitanti, ricorre già alle autobotti per integrare le riserve degli acquedotti.










