Da una parte le piogge sempre più rarefatte e a carattere temporalesco, dall’altra le ondate di calore che prosciugano fiumi e laghi. Il Nord Ovest è di nuovo alle prese con una siccità anomala se messa in rapporto con il secolo passato ma che, anno dopo anno, perde il suo carattere di straordinarietà, trasformandosi in contesto con cui ormai dovremo fare i conti. Secondo i dati di Arpa Piemonte, la primavera 2026 è stata più calda di 1,5 gradi e più povera di precipitazioni del 28 per cento rispetto alla norma, cioè alla media dei trent’anni tra il 1991 e il 2020. E nelle prime tre settimane di giugno la situazione non è certo migliorata, anzi.

Qual è la causa dei blackout a Torino: perché la città si spegne all'improvviso

Se si prende in considerazione il periodo dall’inizio della stagione idrologica, dallo scorso 1° ottobre al 31 maggio, il deficit complessivo di precipitazioni tra Valle d’Aosta, Piemonte, Ticino svizzero e parte della Liguria interna è del 23 per cento, con punte di meno 44 per cento sul Piemonte settentrionale. Alla fine del mese scorso il volume d’acqua immagazzinato nella neve residua in quota e nei laghi era sotto norma del 31per cento. La situazione dei corsi d’acqua è critica. Il Sesia registra una portata media inferiore del 67 per cento rispetto ai valori storici. Tanaro, Varaita e Toce viaggiano con deficit attorno al 50, mentre il Po, alla chiusura del bacino piemontese, segna una portata inferiore del 46 per cento rispetto alla media. -23% Le precipitazioni su Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Ticino Svizzero Neppure il mese in corso sta invertendo la tendenza. Secondo i dati Arpa, nella settimana scorsa le temperature sono state di 4-5 gradi sopra la media, mentre durante la settimana in corso siamo a 5-6 gradi in più, con precipitazioni assenti o quasi. Mentre Torino si accende e si spegne per via dei continui blackout, dovuti a un alto utilizzo dei condizionatori, il Piemonte ha attivato l’Osservatorio regionale per monitorare una situazione in progressivo deterioramento: «Lavoriamo in costante raccordo con Autorità di Bacino del Po pronti a intervenire dove emergano particolari criticità» assicura il governatore Alberto Cirio.