È stato di emergenza in Piemonte per la crisi idrica, prima applicazione della legge regionale approvata in giugno per intervenire più tempestivamente in situazioni di emergenza. È il risultato della riunione del Tavolo siccità convocato dall'assessore all'Emergenza della giunta Cirio, Matteo Marnati. «Alla luce dell'aggravarsi delle condizioni meteo-climatiche e dei dati tecnici emersi durante la riunione di oggi, che ha coinvolto enti locali, gestori del servizio idrico e rappresentanti del mondo agricolo - spiega il governatore Alberto Cirio, con Marnati - la Regione ha avviato le procedure per l'attivazione dello stato di emergenza regionale, che sarà all'ordine del giorno della giunta di lunedì 3 agosto». Autobotti in 70 Comuni rimasti senza acqua «Abbiamo deciso - aggiunge - di mantenere il tavolo convocato in maniera permanente, così da monitorare costantemente l'evolversi della situazione ed essere pronti ad adottare, se necessario, misure e interventi ancora più incisivi». In Piemonte attualmente oltre 70 Comuni sono serviti da autobotti, finora con un costo complessivo di oltre 400 mila euro, e 106 Comuni hanno già emanato ordinanze o avvisi per il risparmio idrico. I monitoraggi regionali registrano una carenza idrica che colloca la Regione nella fascia di criticità più elevata. I costi per autobotti e interventi emergenziali sono in aumento, mentre il rischio incendi rimane elevato e richiede un impegno costante. Anche il comparto agricolo sta affrontando criticità significative: mais e soia sono nella fase finale di produzione, mentre il riso si trova nel pieno della fioritura, con un fabbisogno idrico elevato.