di
Aldo Grasso
Quello di Rai3 è un programma problematico. Non mostra soltanto un dibattimento: racconta il modo in cui la televisione ha iniziato a sostituirsi ai processi, facendo scuola
Ci sono programmi che sopravvivono perché cambiano. E ce ne sono altri che sopravvivono perché non cambiano affatto. «Un giorno in pretura», ancora oggi su Rai3, appartiene a questa seconda categoria: è un passato che continua a interrogare il presente.
Da quasi quarant’anni mette in scena il rito del processo, un genere narrativo e teatrale ben più antico della televisione. Ora si occupa del processo per la morte di Nada Cella, avvenuta a Chiavari nel 1996.








