«Questa dimensione per noi non è abituale», dice Francesco Acquaroli. Il presidente delle Marche fa gli onori di casa alla presentazione dei palinsesti autunnali della Rai al Teatro delle Muse di Ancona, dove sono stati organizzati quest'anno. Per la Rai, invece, la dimensione di caos totale e continuo è ormai abitudine: ultimo elemento distruttivo in ordine di tempo, le dimissioni di tutta la commissione Vigilanza Rai. Anche l’idea di essere in un bunker sotto attacco è più che usuale per viale Mazzini e la presentazione è l’occasione per respingere gli attacchi a cui la governance si sente ingiustamente esposta.
Rai, dimissioni in blocco dalla Vigilanza: TeleMeloni tra caos e campagna elettorale
Non sembra un caso che Giampaolo Rossi rivendichi la bontà della scelta di Simona Agnes come presidente designata. «Avrebbe potuto dare tanto», dice con un lapsus, prima di correggersi. L’ad tira invece dritto e a Domani spiega che non rimpiange la perdita di pubblico che da Rai3 è migrato verso La7: «Sapevamo che il modello per generi avrebbe generato comunque, nel momento in cui si teneva la trasformazione dei canali semi specializzati, il trasferimento di una parte di pubblico laddove trovava il vecchio modello di fruizione verticale, che in questo caso è stata La 7». Insomma, un calcolo accettato e messo in conto.













