<p>Dal <strong>1° gennaio 2027</strong> l’Italia e l’Europa rischiano di entrare in una nuova fase di tensione sul <strong>mercato del gas</strong>, mentre diventa più critica l’emergenza su prodotti raffinati e carburante per aerei<strong>.</strong> Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, <strong>Claudio Descalzi</strong>, nel corso dell’audizione del 16 luglio davanti alla commissione Attività produttive della Camera sulla congiuntura del <strong>mercato energetico</strong>. </p> <p>Partendo dal gas, con lo stop definitivo alle residue <strong>forniture russe</strong>, ha ricordato il top manager, verranno a mancare circa <strong>36 miliardi di metri cubi</strong> che dovranno essere sostituiti soprattutto con <strong>gas naturale liquefatto</strong> proveniente dagli <strong>Stati Uniti </strong>e da altri Paesi.

Per l’Italia non si aprirà un problema di approvvigionamenti, grazie agli stoccaggi e alla capacità di <strong>rigassificazione</strong>, ma resterà quello dei <strong>prezzi</strong>, destinati a riflettersi ancora una volta sul costo dell’elettricità. </p> <h2><strong>Uno shock energetico dopo l’altro</strong></h2> <p>Secondo il numero uno di Eni, il sistema energetico mondiale arriva a questo appuntamento dopo cinque anni senza precedenti, segnati da<strong> tre shock consecutivi</strong> – <strong>pandemia</strong>, <strong>guerra tra</strong> <strong>Russia e Ucraina</strong> e <strong>crisi del Golfo Persico, </strong>che si sono susseguiti senza lasciare al mercato il tempo di ricostituire completamente le riserve strategiche e riequilibrare domanda e offerta. </p> <p>La nuova crisi, ha spiegato Descalzi, non riguarda soltanto il <strong>petrolio</strong>.