(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "In questo momento c’è una mancanza di crudo, non così elevata, ma una mancanza di prodotti estremamente elevata, soprattutto per un mercato importante come quello europeo perché l’Europa ha dismesso moltissima capacità di raffinazione e quindi il nostro problema è che importiamo prodotti". L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in audizione presso la commissione Attività produttive della Camera sul mercato energetico in Italia e in Europa ha sottolineato in particolare che c’è carenza di diesel e jet fuel "di cui c’era una carenza già prima, ma da quando è stato chiuso l’accesso al mercato russo, circa il 60-65% veniva dagli Emirati e in questo caso chi sta compensando adesso sono gli Stati Uniti che hanno le raffinerie che stanno lavorando al massimo".

Per quanto riguarda l’Europa, ha detto Descalzi, "sono state fatte queste scelte, si è ridotto negli ultimi anni il 20% della capacità di raffinazione e in Italia diciamo più o meno lo stesso, e per ragioni di policy, di norme, l’Europa ha portato moltissime delle produzioni di fossil fuel a spostarsi dall’Europa. Poi invece di raffinarlo qua lo compriamo, quindi diciamo che dal punto di vista delle emissioni non cambia moltissimo. Però abbiamo quest’ulteriore problema, siamo in deficit di jet fuel che importiamo per un 35-40% adesso forse anche di più. In Italia abbiamo bisogno di circa 5 milioni di tonnellate, ne produciamo una metà, il resto lo importiamo. Adesso con il bio, il Saf, potremmo compensare sicuramente, però è una carenza importante" ha aggiunto Descalzi.