Rischio attribuito a Golfo sarà completamente diverso
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - , - "Siamo in una situazione, da un punto di vista energetico, che ovviamente il prezzo non ha ancora certificato come un grosso problema perché sono state utilizzati circa 400 milioni di barili di riserve, per i Paesi Ocse, che sono state immesse nel mercato e questo ha permesso di mantenere i prezzi in una range fra i 90 e i 100 dollari". Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, in audizione alla commissione Attività produttive della Camera. "Con la firma dell’accordo c’è stata una caduta a 68 dollari, adesso siamo ritornati sugli 85 - ha detto Descalzi - ovviamente perché non c’è stato poi un seguito positivo a quella firma, adesso dall’11 non è passata più neanche una nave per lo stretto, quindi c’è un nuovo blocco. Questo cambia l’ordine delle cose, lo cambia per l’Europa, e lo cambia in questo caso più a livello mondiale".
Descalzi ha aggiunto che "quando tutto, io spero presto, sarà finito il rischio attribuito a quest’area sarà completamente differente, il rischio vuol dire tantissimo perché vuol dire un costo del denaro più alto, in primis sulle assicurazioni e un’attenzione molto diversa da quella di prima all’investimento. Questo vale non solo per queste aree, ma tutte queste aree che sono chiuse da stretti, ma anche per il Mar rosso, perché comunque c’è sempre la possibilità che questi stretti vengano utilizzati come aumento di ricatto o come aumenti di richiesta per ottenere qualcosa, ed è quello che sta succedendo".







