A preoccupare il ministro è l'aumento "generalizzato a livello mondiale" dei prezzi, "in quanto la chiusura dello Stretto di Hormuz, dove transita il 20% del gas e del petrolio a livello mondiale, significa il venir meno di un'offerta sul mercato. Se cala l'offerta e rimane invariata la domanda, aumenta il prezzo". E, come ha ricordato Pichetto, "in Europa noi siamo il paese messo peggio, perché dipendiamo tantissimo dal gas rispetto agli altri", anche se "non abbiamo problemi di quantità. E abbiamo fornitori in grado di darci la quantità, ma certamente ci rimane il problema del prezzo, che va a ribaltarsi immediatamente su tutto, sulle bollette del gas e sulle bollette dell'energia elettrica". L'analisi di Confartigianato indica che nel 2025 le imprese italiane hanno esportato nell'area prodotti manifatturieri per 27.877 milioni di euro, pari al 4,6% dell'export manifatturiero totale. La domanda dell'area ha mostrato una crescita superiore alla media: tra gennaio e novembre 2025 il nostro export verso il Medioriente è aumentato del 7,9%, oltre il doppio rispetto al +3,1% registrato complessivamente dal made in Italy. Il principale mercato dell'area è quello degli Emirati Arabi Uniti, che assorbe 9.135 milioni di euro di esportazioni italiane e ha registrato una crescita del 18,5% tra gennaio e novembre 2025. Segue l'Arabia Saudita, con 6.320 milioni di euro e un aumento del 3,7% nel corso del 2025.