Caricamento player

Negli ultimi due mesi il blocco dello stretto di Hormuz a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran ha causato una riduzione delle forniture di petrolio, soprattutto in Europa e in Asia, con un forte aumento del prezzo al barile e il rischio di un peggioramento della crisi energetica. Gli effetti più concreti sono visibili sui prezzi dei carburanti, da quelli per le auto a quello per gli aerei, ma la nostra vita e le nostre società dipendono dal petrolio per molti altri motivi, non strettamente legati alla produzione di energia.

Circa il 15 per cento del petrolio estratto, raffinato e commercializzato nel mondo non viene infatti usato per ottenere carburanti o alimentare centrali elettriche, ma per produrre gli oggetti che usiamo tutti i giorni, compreso lo smartphone su cui state leggendo questo articolo.

L’industria che si basa sui derivati del petrolio (petrolchimica) è centrale nelle nostre esistenze ed è stata alla base dello sviluppo economico dell’ultimo secolo, rendendo possibile la produzione e la conservazione di più cibo e farmaci rispetto a qualsiasi altro periodo della storia umana. Al tempo stesso questi progressi hanno avuto un alto impatto sull’ambiente e sulla sostenibilità, un problema che solo negli ultimi tempi si è iniziato ad affrontare per bilanciare meglio i costi e i benefici, provando a rendere meno inquinante l’industria petrolchimica.