La guerra tra Israele e Iran sta influenzando molto i mercati, in particolare quello dei carburanti – che risentono sia del rischio di un eventuale blocco dello stretto di Hormuz sul Golfo Persico ma anche di fenomeni speculativi che gravano sui prodotti energetici –, tenendo conto che il Medio Oriente è uno dei principali fornitori europei, non solo di petrolio ma anche di diesel. Uno scambio commerciale che si è ampiamente sviluppato negli ultimi due anni, come racconta il Sole 24 Ore, da quando la Russia ha risposto alle sanzioni Ue successive all’invasione dell’Ucraina con uno stop alle esportazioni del greggio.
Carburanti, rincari di 442 euro al mese con la crisi in Medio Oriente: perché sono a rischio le forniture di diesel
Con le minacce di chiusura dello stretto di Hormuz, dove transitano quasi 6 milioni di barili di prodotti petroliferi ogni giorno, le quotazioni dei carburanti crescono e conseguono in rincari alla pompa anche in Italia









