Corrono i prezzi dei carburanti e del gas. È l'effetto dell'escalation in Iran con l'intervento diretto degli Usa che hanno attaccato i siti nucleari iraniani. In autostrada la benzina in modalità servito ha già sfondato la soglia psicologica dei 2,3 euro al litro presso diversi distributori, e in molti impianti autostradali al self la verde si avvicina pericolosamente ai 2 euro al litro. È la sintesi che fa il Codacons, che ha monitorato i dati forniti dai distributori e pubblicati sull'apposito sito del Mimit.
E a fronte delle recenti variazioni nei prezzi dei carburanti legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, proprio il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato una Commissione di allerta rapida in materia per mercoledì 25 giugno.
Intanto, incombe il timore della chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz (già approvata dal parlamento di Teheran), dove transita il 20% della domanda globale di petrolio e gas. La decisione finale spetta Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. E la preoccupazione per i possibili scenari arroventa i prezzi energetici. I rincari spaventano le aziende oltre che i consumatori, a maggior ragione in vista delle partenze per le vacanze estive.












