Prima la mediazione nel centrodestra, su spinta di Fratelli d’Italia, poi il confronto tra le opposizioni. Dal Pd la linea dura: il sì dopo la fuga in avanti degli alleati (M5S in testa). La Camera approva all’unanimità l'emendamento Roscani riformulato

Prima l’accordo faticosamente raggiunto nel centrodestra, con Fratelli d’Italia a spingere e Forza Italia a chiedere garanzie. Poi la trattativa con le opposizioni, culminata nella riformulazione dell’emendamento durante il Comitato dei nove. Alla fine, sul voto ai fuori sede, la legge elettorale mette d’accordo tutti: l’Aula della Camera approva all’unanimità, con 353 voti favorevoli e nessun contrario, il testo a prima firma del deputato meloniano Fabio Roscani.

Un voto bipartisan, accompagnato dagli applausi dell’emiciclo, che – una volta approvata definitivamente la nuova legge elettorale – consentirà a studenti, lavoratori e persone sottoposte a cure mediche di votare nel comune in cui vivono temporaneamente, senza essere costretti a tornare in quello di residenza. La norma varrà per le elezioni politiche ed europee e per i referendum abrogativi e costituzionali. Il fuorisede voterà per le liste e i candidati del territorio in cui è domiciliato, non per quelli della circoscrizione di origine.