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Nelle discussioni sempre più frequenti e necessarie sugli effetti del caldo insostenibili per il corpo umano si tende a sottostimare quelli sull’umore e sulla salute mentale. Effetti peraltro spesso evidenti nelle routine quotidiane tanto quanto il sudore: quando fa molto caldo le persone diventano più irascibili, impazienti e aggressive, e meno disposte al dialogo e al confronto. Un vecchio studio ancora molto citato, sulle reazioni degli automobilisti a una macchina ferma al semaforo verde, mostrò che l’uso del clacson aumentava all’aumentare della temperatura, soprattutto tra le persone con i finestrini abbassati e presumibilmente senza aria condizionata.
Molte altre ricerche da allora hanno dimostrato che il cervello umano funziona in modo diverso quando le temperature aumentano, anche solo di un paio di gradi. Negli Stati Uniti – dove molte scuole hanno l’aria condizionata, a differenza dell’Italia – una ricerca del 2025 mostrò che i risultati nei compiti di matematica delle scuole primarie e secondarie peggioravano in giornate con più di 27° C, in particolare nelle aree più povere, in scuole senza climatizzazione o con impianti meno efficienti. Altri studi hanno messo in correlazione le temperature alte con un aumento degli incidenti sul lavoro, dei crimini violenti (aggressioni e omicidi) e delle violenze di genere.














