di
Cristina Ravanelli
Memoria, attenzione, concentrazione e capacità decisionali diventano meno efficienti. Idratazione, alimentazione, sonno: come limitare gli effetti delle alte temperature
«Mi si è fuso il cervello». «Con questo caldo non riesco a ragionare». In questi giorni di temperature tropicali lo abbiamo detto tutti almeno una volta. E non è solo una sensazione. Quando il termometro sale, infatti, non soffre solo il corpo: il cervello rallenta. Memoria, attenzione, concentrazione e capacità decisionali diventano meno efficienti. Succede perché il nostro organismo è costretto a destinare gran parte delle proprie energie a una priorità assoluta: disperdere il calore e mantenere stabile la temperatura corporea.
«Non diventiamo meno intelligenti, ma certamente meno brillanti», spiega Maria Salsone, responsabile dell'Unità Operativa di Neurologia e della Stroke Unit dell'Irccs Policlinico San Donato e professoressa di Neurologia all'Università Vita-Salute San Raffaele. «Il caldo intenso e prolungato modifica il metabolismo cerebrale. Lo stress termico attiva le cosiddette proteine da shock termico (HSP), che proteggono i neuroni dalle alte temperature ma richiedono un notevole consumo di energia. Questa risposta adattativa ha quindi un costo elevato e aumenta il fabbisogno energetico del cervello».









