Di: Telegiornale-Fabrizio Celpi/RTS/DC Le ondate di calore estremo hanno effetti concreti sull’organismo, ma in particolare sul cervello e sulle capacità cognitive. Secondo studi scientifici, le alte temperature influenzano infatti la soglia di attenzione, i tempi di reazione, la pazienza, la lucidità e la memoria. Le capacità cognitive possono diminuire in modo significativo: dal 10% al 15%, in caso di caldo intenso. Un fenomeno che i ricercatori spiegano sempre meglio.“Il caldo provoca una dilatazione dei vasi: di conseguenza al cervello arriva meno sangue e dunque meno ossigeno”, spiega a RTS Carmen Sandi, professoressa di neuroscienze al Brain Mind Institute dell’EPFL. “Si avverte maggiormente la stanchezza e le nostre funzioni cognitive ne risentono. Il caldo è poi anche un fattore di stress fisiologico molto importante, che innesca una risposta dell’organismo. Per farvi fronte, consumiamo molta energia. Il che a lungo termine genera, appunto, stanchezza”, precisa Sandi. La settimana del cervelloPrima Ora 20.03.2026, 18:00Il caldo estremo ha un impatto anche su disturbi come l’ansia, la depressione e persino sul tasso di suicidi. Si registrano inoltre ripercussioni sull’irritabilità e sull’impulsività. Secondo uno studio su vasta scala, un aumento medio di 10 gradi della temperatura è associabile a un aumento del 9% del rischio di crimini violenti.Un appello a fermarciPer Carmen Sandi, gli effetti delle ondate di calore sulle funzioni cognitive sono inevitabili. Ma il problema potrebbe risiedere nel tipo di risposta che dà il genere umano: “In realtà, si tratta di adattamenti ancestrali dell’uomo per affrontare il caldo. Poiché sono di natura fisiologica, segnalano al nostro cervello che dovremmo modificare il nostro comportamento, rallentare il ritmo, riposarci. E invece non vogliamo accettarlo e combattiamo contro gli effetti del caldo come se ci considerassimo delle macchine”, conclude la professoressa di neuroscienze.
Caldo estremo, mente a rischio - RSI
Le ondate di calore riducono le capacità cognitive dal 10% al 15% e aumentano ansia, depressione e crimini violenti - “Segnali fisiologici che indicano che dovremmo rallentare il ritmo”, sottolinea un’esperta











