Ecco che cosa accade quando i meccanismi che regolano la temperatura corporea vanno in crisi perché il cervello è particolarmente vulnerabile al caldo
Temperature fino a 10 gradi sopra la media in diverse aree del continente, allerte sanitarie e città che si preparano ad affrontare giornate con valori prossimi ai 40 gradi. La nuova ondata di caldo che sta investendo l’Europa arriva a poche settimane da un altro episodio eccezionalmente precoce registrato tra maggio e giugno, confermando una tendenza che gli scienziati osservano da tempo. Se da un lato l’attenzione si concentra sugli aspetti climatici del fenomeno, dall’altro cresce la preoccupazione per le possibili conseguenze sulla salute. L’Organizzazione mondiale della sanità e l‘Istituto Superiore di Sanità continuano a diffondere raccomandazioni per proteggersi dalle temperature estreme, soprattutto tra anziani, bambini e persone con patologie croniche.
Tra le condizioni che vengono citate più frequentemente c’è il cosiddetto colpo di calore, un’espressione che può suggerisce l’idea di un semplice aumento della temperatura corporea o di una forma particolarmente severa di disidratazione. In realtà il termine descrive una condizione molto più complessa, che si verifica quando i meccanismi con cui l’organismo disperde il calore smettono di funzionare correttamente, con effetti che possono coinvolgere anche il cervello.














