“Oggi fa troppo caldo per pensare!”. Chi di noi non l’ha detto o sentito dire almeno una volta negli ultimi torridi giorni, vero? Un luogo comune da ombrellone, certo, ma la scienza sta accumulando prove sempre più solide sul tema: quando la colonnina di mercurio supera certe temperature, il cervello entra in modalità “risparmio energetico” e a volte si spegne. Secondo una recente ricerca, pubblicata su PLOS Climate, le ondate di calore compromettono attenzione, memoria e capacità decisionali, confermando che il cambiamento climatico è anche un problema per il cervello, oltre che per il nostro cuore.

Cala l’attenzione e la memoria

Secondo gli studiosi, in particolare: “diminuiscono attenzione, memoria, capacità di concentrazione e velocità decisionale”. Ma cosa succede esattamente? “Quando il corpo è impegnato a raffreddarsi, una parte delle risorse fisiologiche viene dirottata verso la termoregolazione”, spiega Kimberly Meidenbauer, neuroscienziata cognitiva e ambientale alla Washington State University, che da anni studia gli effetti del caldo su cervello e comportamento. Il meccanismo è analogo a ciò che succede ai nostri computer: con le alte temperature, la performance del processore cala automaticamente, per raffreddarsi. E ciò può lasciare meno energie disponibili per i processi cognitivi più complessi. Non solo.