HomeCronacaInchiesteCaldo estremo e demenza, così soffre il cervello. Rsa: quale dev’essere la temperatura massimaAttenzione per chi soffre di patologie neurodegenerative. Pietro Schino, presidente dell’Associazione Alzheimer Bari, ha organizzato “punti di refrigerio per i soggetti fragili partendo dagli infopoint”. Teodoro Georgiadis (Cnr) sta studiando gli effetti delle notti tropicali sul sistema glinfatico cerebralePer il 74enne è scattata la corsa in ospedale, con il trasferimento d’urgenza ad AnconaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 30 giugno 2026 - Ma che effetti ha sulle demenze – Alzheimer ma non solo - il caldo estremo? E soprattutto: che cosa prevedono le linee guida sulle temperature necessarie a garantire il comfort termico nei reparti di degenza, a partire dalle Rsa, le residenze sanitarie assistite?
Pietro Schino, presidente dell’Associazione Alzheimer Bari, nella sua città ha organizzato “punti di refrigerio per i soggetti fragili partendo dagli infopoint, con l’intenzione di coinvolgere la rete di negozi, farmacie e supermercati gentili, sono 45 punti solo a Bari”.
Gli effetti del super caldo sui malati di demenza
Ricorda Schino, che di professione è pneumologo: “Il nostro cervello, come è noto, funziona al meglio tra i 23 e i 24 gradi. A quella temperatura tutte le connessioni sono in ordine. Se ne ho 120 miliardi, come dev’essere, ne sfrutterò la metà, che resta sempre un numero adeguato. Ma un paziente affetto da demenza che parte da una dote ridotta a un terzo o a un quarto, andrà in tilt. Quindi l’effetto del caldo estremo è dannosissimo per un malato”.














