Le temperature estreme non mettono a rischio soltanto il benessere generale, ma possono aggravare anche le condizioni delle persone affette da demenza. È quanto emerge da uno studio preliminare presentato al Congresso 2026 dell'Accademia Europea di Neurologia (Ean), secondo cui sia il caldo intenso sia il freddo estremo sono associati a un aumento degli accessi al pronto soccorso.

La ricerca, coordinata dall'Irccs Istituto di Scienze Neurologiche di Bologna, ha analizzato i dati raccolti tra il 2015 e il 2024 su 13.680 persone con demenza e 2.755 con malattia di Parkinson residenti nel comune di Bologna.

L’aumento del rischio

I risultati mostrano che, nelle persone con demenza, l'esposizione a temperature elevate, intorno ai 30 gradi, aumenta dell'11% il rischio di ricorrere al pronto soccorso entro tre giorni. Ancora più marcato è l'effetto nella fascia tra i 70 e i 90 anni, dove l'incremento raggiunge il 19%. Anche il freddo intenso ha un impatto significativo: con temperature intorno a 1,5 gradi il rischio cresce del 14% circa dieci giorni dopo l'esposizione.

Il quadro per il Parkinson