Mentre la sinistra radicale è indifferente all’Ucraina, la destra estrema è attratta dalla Russia, ma il risultato finale è lo stesso. Tutte e due concordano nella giustificazione dell’aggressione russa. Poi c'è il caso dei 5 stelle, che prendono un po' di qua e un po' di là, aggiungendo quel prima gli italiani che ha successo da Salvini ai Maga nostrani
È stata ripetutamente spiegata l’indifferenza della sinistra radicale per gli ucraini aggrediti da Vladimir Putin, diametralmente opposta alla fortissima condivisione della sofferenza dei palestinesi aggrediti da Benjamin Netanyahu, e la si è giustamente riferita al suo endemico anti-occidentalismo, nella logica assurda per cui “il nemico del mio nemico è mio amico”. Meno si è riflettuto sulle ragioni che spingono le destre estreme europee a tifare per Putin e a non nascondere fastidio e disprezzo per la resistenza ucraina: un atteggiamento che unisce l’Italia di Roberto Vannacci e Matteo Salvini alla Francia di Marine Le Pen, alla Germania della temibile AfD, alla Gran Bretagna di Nigel Farage.









