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Che cosa succede nel centrodestra e nel centrosinistra sull'Ucraina. I Graffi di Damato

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Per una volta -o stavolta di più, come preferite- il centrodestra di Giorgia Meloni si à fatta cogliere in contraddizione, e crisi di credibilità, dal fronte opposto, per quanto diviso anch’esso. Quel “fatto enorme” del ministro della Difesa Guido Crosetto contro un’accelerazione dell’adesione dell’Ucraina all’Unione europea lamentato su Repubblica, anzi denunciato da Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio ed ex commissario europeo, mette obiettivamente in difficoltà la premier. Anche se la posizione di Crosetto, e ancor prima di Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio e capo della Lega, è simile a quella, nel cosiddetto campo largo dell’alternativa, assunta da Giuseppe Conte, ex premier e aspirante al ritorno a Palazzo Chigi. Conte e Salvini di nuovo insieme, con nel governo grigioverde dell’esordio degli allora grillini nella stanza dei bottoni.

Fra le due fratture, o nella frattura trasversale sul futuro dell’Ucraina, e in fondo della stessa Europa minacciata ugualmente dalla Russia di Putin, quella del centrodestra è la più grave perché divisiva del governo e della maggioranza, Dove peraltro Salvini e Crosetto, o viceversa, possono ben sentirsi fiancheggiati da Forza Italia. La cui nuova capogruppo al Senato, Stefania Craxi, ha appena ripetuto ciò che aveva detto il vice presidente del Consiglio, ministro degli Esteri e capo del partito, Antonio Tajani, sulla priorità spettante ai Paesi balcani sulla strada dell’allargamento dell’Unione europea. “Tempi lunghi”, ha detto la Craxi per l’Ucraina, pur nell’”apertura subito” del negoziato. Che, in verità, mi sembrava già cominciato col contributo della presidente in persona della Commissione europea, la tedesca Ursula von der Leyen.