È piuttosto curioso che gran parte della politica italiana, e non solo le forze tradizionalmente più vicine alle posizioni del regime putiniano, appaia tentata di scaricare l’Ucraina proprio ora che secondo tutti gli osservatori è riuscita non solo a resistere, ma per molti versi anche a riconquistare l’iniziativa sul campo, contro una Russia che appare invece sempre più in crisi. Il Financial Times spiega in un lungo articolo come l’Ucraina stia riuscendo a ribaltare la situazione, anzitutto grazie alla sua capacità di innovazione, in particolare nell’utilizzo dei droni, rendendosi così sempre più autonoma dal sostegno degli alleati. L’Economist scrive che ora il problema principale del paese è «la gestione della speranza». Il francese le Point dedica la copertina all’Ucraina, con il titolo «L’armata che stupisce il mondo».
La politica e anche il dibattito pubblico italiano sembrano invece fermi a sei mesi fa. Dal no all’ingresso nell’Ue alla parziale marcia indietro sul riarmo, negli ultimi tempi è Giorgia Meloni a essersi avvicinata alle posizioni della Lega. E qualcosa del genere è accaduto anche tra Pd e Movimento 5 stelle, in modo esplicito sulla questione della difesa europea, in forme più ambigue e sfumate sul sostegno all’Ucraina.













