Roma, 31 mag. (askanews) – Per l’Ucraina “l’Italia è la nuova Ungheria”? La battuta, circolata in ambienti diplomatici romani, va presa per quel che è: una battuta appunto. Ma come ogni scherzo, c’è un fondo di verità.

L’Unione europea non fa mistero di voler accelerare la pratica dell’ammissione, anche dopo la proposta del cancelliere tedesco Friedrich Merz di concedere da subito a Kiev lo status di “membro associato”. Il 27 Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, annunciando poi su X che “le prossime settimane saranno importanti per compiere passi avanti decisivi nel processo di adesione”. Lo stesso presidente ucraino ha ribadito che “siamo pienamente pronti all’apertura di tutti e sei i cluster negoziali e contiamo di aprire il primo cluster, quello sui fondamentali, già a giugno”. E anche lo ‘scoglio’ Ungheria, con l’uscita di scena di Viktor Orban e l’avvento di Peter Magyar, sembra superato: proprio il 27 Budapest ha fatto sapere di essere pronta a dare il proprio benestare all’avvio dei negoziati di ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea ma a patto che Kiev accetti la condizione di ristabilire i diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia.