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“L’oligarchia italiana ha occupato i parametri del pensiero. Entro questo pensiero ci si può muovere con una certa cautela, ma non c’è una forza politica, tranne M5s, Avs e forse una sinistra del Pd (se esiste), che stabilisca un nesso tra quello che sta succedendo in Medio Oriente e la guerra occidentale contro la Russia e che quindi prenda una posizione forte contro le guerre, contro il riarmo europeo, contro la distruzione dello Stato sociale“. Così ai microfoni di Battitori liberi, su Radio Cusano, Elena Basile, ex ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio, denuncia con forza la polarizzazione del dibattito pubblico italiano, dominato da un pensiero unico che tende a impedire ogni ragionamento critico sulle guerre in corso.
L’ex diplomatica parte dal suo recente articolo sul Fatto Quotidiano, “Un’Europa sana dovrebbe ricucire con Russia e Iran”, e descrive una spaccatura netta all’interno di quella che definisce “oligarchia”. Da una parte, il centrosinistra (socialisti europei e democratici americani) permette un discorso critico sul genocidio perpetrato da Israele a Gaza: condanna Netanyahu, le politiche di apartheid, i coloni in Cisgiordania. Dall’altra, però, si mostra inflessibile sulla guerra in Ucraina.








