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Ultimo aggiornamento: 9:51

“Non riarmo, ma pace!“. È il grido di Massimo Cacciari in uno dei passaggi più incisivi del suo intervento a Dimartedì (La7), dove il filosofo icommenta il nuovo scenario geopolitico delineato dalle parole di Donald Trump.

Di fronte alla domanda del conduttore Giovanni Floris, che gli chiede se la nuova amministrazione Usa non identifica la Russia come nemico, Cacciari non lascia zone grigie: “Significa semplicemente che gli Stati Uniti non ritengono la Russia il nemico e quindi se l’Europa vuole fare la guerra alla Russia, si arrangerà, la farà lei per conto suo, si riarmi, così moltiplicherà i populismi e le estreme destre all’interno di ogni Stato. Se ritiene di farlo, si arrangi, ne sconteremo noi le conseguenze“.

Il filosofo chiarisce subito la distinzione che considera fondamentale: “Nemici di Putin sia chiaro, lo siamo tutti, perché Putin è un oligarca e il suo regime non può piacere a nessun democratico e a nessun europeo. Un’altra cosa è la Russia: se c’è rimasto un minimo di sale in zucca, dobbiamo sempre distinguere Netanyahu da Israele, Putin dalla Russia, l’Italia dalla Meloni. O no?”.