“Io prendo atto che l’Europa è completamente disorientata. Non si è capito qual è la linea. Purtroppo avevano solo una linea, questa è la realtà, ed era la vittoria militare sulla Russia. Hanno scommesso su questo e adesso non c’è nessuna alternativa. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti”. Sono le parole di Giuseppe Conte a movimentare la giornata politica sul tema della pace in Ucraina. La posizione del leader M5S, infatti, da un lato attira le critiche di una parte del ‘campo largo’ di centrosinistra, in particolare da +Europa e dai riformisti Pd, e dall’altro si sovrappone alle sensibilità divergenti nella coalizione di maggioranza, dove la Lega continua a nutrire perplessità sul rinnovo del decreto per la proroga dell’invio di armi a Kiev. “Da un lato alcuni vorrebbero continuare una guerra per procura ma non riescono neppure a trovare le risorse per finanziarla, dall’altro c’è invece chi come Giorgia Meloni rimane nel mezzo, silente, cercando di capire quale sarà la soluzione migliore per rivendicare di aver contribuito a quella soluzione”, è la tesi di Conte, che assicura di non cambiare posizione: nessun avvicinamento al trumpismo, spiegano dal M5S, ma una constatazione del fatto che, in assenza dell’Unione europea, la regia resta a Washington.