In attesa del contropiano euro-ucraino in 20 punti, nulla sembra far recedere la Russia dalle sue posizioni.
La base per le trattative in Ucraina rimangono le originarie proposte degli Usa, secondo Mosca, che ora interviene anche sull'intervista di Donald Trump a Politico - contenente tra l'altro pesanti attacchi a Kiev e ai leader europei - affermando che essa è "coerente" con la linea russa.
Il capo della Casa Bianca, ha sottolineato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, è l'unico leader occidentale a mostrare di comprendere "le cause profonde" del conflitto.
Le autorità russe sono rimaste indifferenti anche alle ultime due mosse - la proposta di una tregua negli attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche e la promessa di tenere elezioni entro i prossimi due o tre mesi - fatte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Noi lavoriamo per la pace, non per una tregua", ha risposto in merito al secondo punto Dmitry Peskov, il portavoce di Vladimir Putin, affermando che deve trattarsi di "una pace stabile, garantita, duratura". Quanto alle possibili elezioni in Ucraina, che secondo Zelensky potrebbero tenersi se gli alleati occidentali ne garantiranno la sicurezza, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha paragonato la proposta a una scena da teatro delle marionette.







