Un'estate segnata da temperature record, da una siccità che non allenta la presa e, in parallelo, da fenomeni temporaleschi improvvisi e violenti. È la fotografia che arriva dalle cooperative associate a Legacoop Agroalimentare nei diversi territori italiani, dove il cambiamento climatico si conferma la principale emergenza strutturale per l'agricoltura, l'agroindustria e la pesca del Paese. «Quello che ci arriva dai territori è un quadro che non lascia più spazio a dubbi: siccità, caldo estremo e fenomeni meteorologici improvvisi e violenti si stanno sommando, colpendo insieme agricoltura, pesca e acquacoltura, da nord a sud del Paese. Situazioni diverse che raccontano la stessa emergenza climatica», dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare.
«Le nostre cooperative stanno investendo in agricoltura di precisione, in nuove fonti di approvvigionamento idrico e in strumenti di monitoraggio, ma da sole non bastano più. Serve un impegno pubblico deciso su invasi e infrastrutture irrigue, servono modelli di valutazione degli stock ittici che tengano conto delle variabili climatiche, e serve affrontare con urgenza il nodo delle assicurazioni agricole: oggi solo una minima parte delle coltivazioni italiane è coperta da polizze contro gli eventi estremi, e questo lascia troppe imprese sole di fronte ai danni», aggiunge Maretti. «Come cooperazione continueremo a fare la nostra parte, ma il cambiamento climatico è ormai una sfida strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali».












