Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
È successa una cosa nuova all’Europa che cerca di emanciparsi dagli Stati Uniti, un alleato da cui dipendiamo ma che pare sempre meno affidabile. Un pezzo di questa autonomia si sta costruendo dal basso, anche se riguarda oggetti che viaggiano nello spazio, più o meno a 500 chilometri d’altezza. I satelliti. Non è che l’Europa non veda da sola. Ha in orbita costellazioni come Copernicus, con cui osserva la Terra per scopi civili e di sicurezza ambientale. Ma la sicurezza legata alla difesa da potenziali nemici è stata lasciata piuttosto sguarnita, imprudentemente, per anni. Troppo a lungo abbiamo visto con occhi prestati da altri.
È vero che alcuni paesi europei, come Francia, Germania e Italia, dispongono di discrete capacità di intelligence e ricognizione. Però i loro satelliti sono troppo pochi per garantire una sorveglianza continua – dove sono le riserve del nostro avversario in questo momento, dove si è appena spostato quel lanciatore di missili. Tale profondità d’analisi l’avevamo largamente appaltata agli Stati Uniti. Ed è una dipendenza con ripercussioni su tutto.
La via finlandese allo spazio
Ha ragione Mario Draghi quando dice che non si può negoziare alla pari con gli Usa sul commercio, se poi dipendiamo da loro per la sicurezza. Ma è qui che stanno entrando in scena attori nuovi, startup agili, realtà più snelle, che potrebbero cambiare le regole del gioco. Una di queste si chiama Iceye e l’hanno creata due ingegneri (uno polacco, l’altro finlandese) usciti dal politecnico di Helsinki. In poco tempo hanno costruito una delle più grandi flotte al mondo di satelliti radar commerciali. Il trucco è aver ribaltato la logica dei vecchi programmi governativi. Invece di pochi satelliti enormi e costosi – anche 700 milioni di euro l’uno – Iceye costruisce apparecchi molto più compatti, a un costo dieci o venti volte inferiore. E se i satelliti costano poco, ci si può riempire il cielo. Con una costellazione più fitta lo stesso punto della terra può essere fotografato più volte al giorno, esattamente la frequenza che mancava all’Europa. Questo fa dello spazio uno dei settori potenzialmente più innovativi e a rapida crescita dell’economia del continente.









