Le recenti modifiche apportate dagli Stati Uniti all’architettura del programma Artemis indicano una rapida evoluzione del contesto dell’esplorazione umana dello spazio. Le decisioni di sospendere la missione Gateway e annullare Mars Sample Return perturbano i piani per l’esplorazione lunare dell’Europa, evidenziando una realtà più ampia: l’Europa è eccessivamente esposta a decisioni che sfuggono al suo controllo.
L’Europa deve decidere se preferisce dipendere da altri per inviare i propri esploratori nello spazio o assumere il proprio ruolo di potenza spaziale a pieno titolo. In qualità di direttore dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sono convinto che l’autonomia nel volo spaziale umano non sia un lusso. È un punto fermo necessario a garantire la libertà dell’Europa al fine di beneficiare dei vantaggi scientifici, economici, strategici e geopolitici dello spazio e ispirare una nuova generazione che plasmerà il futuro dell’Europa.
Attraverso Explore2040 dell’ESA, gli Stati membri hanno già concordato una strategia di esplorazione coesa, che pone le basi per la capacità di volo umano e robotico nello spazio dell’Europa. Eppure, le decisioni politiche sono sempre state insufficienti per conseguire la piena autonomia nell’esplorazione umana, un’esitazione che ha avuto conseguenze durature. Per ovviare a ciò, occorre ora la volontà politica di adeguare e accelerare la tabella di marcia.






