Il Ceo di Officina Stellare, Alessandro FranzoniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"In alcuni settori della Space Economy l’Italia e l’Europa sono secondi rispetto agli Usa; in altri invece primeggiano. E hanno competenze e potenzialità per recuperare terreno". Alessandro Franzoni, ceo di Officina Stellare, ci crede davvero. L’azienda che guida ha sancito l’integrazione con Global Aerospace Technologies Group e varato la nascita di un nuovo gruppo industriale in un comparto di rilevanza strategica nazionale lo stesso giorno della quotazione di SpaceX a Wall Street. "L’iniziativa di Elon Musk – commenta – porterà nuova attenzione al comparto anche da noi".
Molti osservatori ritengono che l’Europa sia in ritardo rispetto agli Stati Uniti nella nuova economia dello spazio.
"Sono in ritardo perché non hanno colto per tempo quello che era il cambiamento che si stava profilando. Per esempio per rendere lo spazio un business alla portata di tutti".
In quali settori il gap è più evidente e in quali invece l’Europa mantiene punti di forza competitivi?
"Sui satelliti per la comunicazione gli Usa hanno visto prima di noi le opportunità e la valenza strategica. Noi siamo rimasti legati a questioni di carattere istituzionale. Il gap non è un fatto di competenze, ma di politiche e di visione. Non c’è un debito tecnologico. Se non nei sistemi di lancio. Quelli americani sono recuperabili. Cioè si possono riutilizzare, abbattendo così i costi delle missioni".











