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21 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:01

Per emanciparsi dal giogo degli Stati Uniti e spegnere l’occhio del Grande fratello americano, l’Europa non ha trovato di meglio che affidarsi ad Amazon, il colosso a stelle e strisce. Un timbro sul suo status di “colonia” nel dominio tecnologico. Dal 15 gennaio la multinazionale di Jeff Bezos offre il suo servizio cloud “sovrano” europeo. “Un’infrastruttura separata fisicamente e logicamente da quella della casa madre americana, con tutti i componenti situati interamente all’interno dell’Ue”, scrive il colosso in una nota. Obiettivo, rassicurare chi teme le ingerenze dello “zio Sam”: grazie alla legge nota come Cloud act, le autorità Usa possono accedere ai dati sui server delle aziende americane, in tutto il mondo. Ma ora lo scontro tra Stati Uniti ed Europa non è più fantascienza, con la Groenlandia nel mirino di Donald Trump e le truppe francesi già sull’isola artica.

E se gli Usa chiedessero ad Amazon informazioni strategiche archiviate sui server in Europa? “AWS rimane un’azienda statunitense soggetta in ultima analisi al Cloud Act, che consente di obbligare qualsiasi azienda statunitense a consegnare i dati da essa controllati con nient’altro che un mandato, indipendentemente dal fatto che i server si trovino a Francoforte, Parigi o sulla Luna”, ha dichiarato a ilfattoquotidiano.it Andy Yen, Ceo di Proton, l’azienda tecnologica svizzera con la missione della privacy fondata da scienziati del Cern nel 2014. Secondo Yen, “la realtà giuridica non scompare dietro una bandiera europea o una bella campagna di marketing”. E affidarsi ad Amazon è “probabilmente la prova definitiva che l’Europa è una colonia digitale statunitense”. Un ostacolo enorme sulla via della sovranità europea, mentre i rapporti tra le due sponde dell’Atlantico appaiono in crisi.