Pubblicato il: 14/07/2026 – 16:37
di Giorgio Curcio
REGGIO CALABRIA Una struttura mafiosa unitaria, regolata da gerarchie precise e capace di operare attraverso un’inedita «architettura federativa» cittadina. È il sistema descritto nell’ordinanza cautelare firmata dal gip di Reggio Calabria Andrea Iacovelli nell’ambito della maxi-inchiesta “Epicentro 2”. Dalle carte emerge una ’ndrangheta che, secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, avrebbe superato le antiche divisioni per amministrare il territorio e i principali affari illeciti attraverso equilibri stabili, regole condivise e una precisa spartizione delle competenze. Una sorta di holding criminale, nella quale le storiche famiglie reggine conserverebbero la propria identità e il controllo delle rispettive aree, coordinandosi però nelle scelte strategiche e nella distribuzione dei proventi. Il blitz scattato all’alba ha impegnato oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri. Tre ordinanze cautelari hanno raggiunto complessivamente 79 persone: 73 sono state condotte in carcere e sei poste agli arresti domiciliari. L’indagine affronta numerosi settori criminali, dalle estorsioni agli appalti ferroviari, fino al narcotraffico e ai rapporti con la manovalanza attiva nei diversi quartieri. Gli atti consentono inoltre di distinguere almeno cinque livelli di potere, dal vertice provinciale fino ai partecipi incaricati di eseguire le direttive delle cosche.













