Affari di droga e i proventi delle estorsioni, ma era simbolo della rinnovata forza dei clan di Reggio città manifestare la propria influenza sul territorio. «Si comanda attraverso un capillare controllo del territorio» hanno sempre ribadito gli anziani investigatori interforze. Tema riemerso nella triplice indagine di ieri.
Per il capo della Squadra mobile, Gianfranco Minissale, attraverso «un modello investigativo che tutte le polizie giudiziarie sognano» si è riusciti a ricostruire le dinamiche associative valorizzando gli sviluppi e l'accertamento dei reati fine - dal possesso delle armi ai contrasti e fibrillazioni interni per acquisire posti di comando vacanti, spaccio di droga, l’odioso pizzo.
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