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Omicidi, tradimenti, repentini cambi al vertice e un legame indissolubile con le cosche di Archi. Una parte importante del lavoro investigativo svolto della Procura antimafia di Reggio Calabria negli ultimi anni, culminato martedì con 79 arresti, ha riguardato il territorio di San Giovannello. Una locale di 'ndrangheta già colpita nel recente passato da arresti e sequestri, ma che come un serpente è riuscito a cambiar pelle e a continuare a tenere sotto scacco i tre quartieri che lo compongono: l'Eremo, San Brunello e Tremulini. L'occ emessa dal gip distrettuale ridisegna la geografia criminale di San Giovannello, partendo però da alcuni dati storici cristallizzati in sentenze ormai passate in giudicato, come per esempio “Eremo” del 2001. In quell'inchiesta si era giunti alla definitiva affermazione dell'esistenza storica di un'autonoma cosca di 'ndrangheta dotata di propria “competenza mafiosa”, inizialmente federata allo schieramento De Stefano-Tegano-Libri e in epoca successiva alla seconda guerra di mafia, in posizione di diretta dipendenza alla famiglia Tegano.

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