Pubblicato il: 25/05/2026 – 6:55

di Giorgio Curcio

REGGIO CALABRIA La Direzione distrettuale antimafia di Roma mette a segno un nuovo colpo contro lo spaccio di droga, puntando a disarticolare una consorteria criminale dedita alla produzione, all’importazione e alla commercializzazione di sostanze stupefacenti nelle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia. Un gruppo che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe sfruttato per le proprie attività anche i contatti con una figura criminale qualificata, ritenuta vicina alla ’ndrangheta calabrese e, in particolare, alla potente cosca Morabito di Africo.

Arcadi «braccio operativo»

Occhi puntati, dunque, su Giuseppe Arcadi, 35enne reggino, tra i soggetti coinvolti nel blitz eseguito dai carabinieri e tra i destinatari della misura cautelare in carcere. Nell’ordinanza, Arcadi viene indicato come “il calabrese” e descritto dagli inquirenti come soggetto appartenente a una delle più potenti ’ndrine calabresi, facenti capo alla famiglia Morabito di Africo. Secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe avuto il ruolo di «braccio operativo», dirigendo, finanziando e organizzando l’associazione, alla quale avrebbe fornito un «costante e attivo apporto», occupandosi anche di coordinare i partecipi nella coltivazione, produzione, lavorazione e stoccaggio della marijuana, oltre che dell’approvvigionamento, dello stoccaggio e della lavorazione della cocaina.