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’Ndrangheta unitaria ma “Archicentrica”. A Reggio Calabria lo scettro del comando è oggi, come sempre e rispettando un rigoroso passaggio di consegne di generazione in generazione, nelle mani delle famiglie mafiose del quartiere Archi. I De Stefano, i Tegano, i Condello. Uno scenario che è il primo tema che si ricava dalle tre ordinanze di custodia cautelare che all'alba di martedì scorso - 79 arresti, di cui 73 in carcere e 6 ai domiciliari, decine di indagati a piede libero, sei aziende in odor di mafia sequestrate - hanno smantellato le nuove gerarchie delle ’ndrine del mandamento “Città”. Tra i clan satelliti, con autorevolezza e storia criminale, ma sempre in fil rouge con la “mamma di Archi”, operavano le articolazioni di Aretina, Oliveto e Croce Valanidi riconducibili alla cosca Ficara-Latella. La Direzione distrettuale antimafia, e nello specifico il pool di indagine coordinato dal procuratore Giuseppe Borrelli e dal procuratore aggiunto Walter Ignazitto, sottolinea «la persistente operatività» indicando capi e gregari con «i relativi profili di responsabilità penale».
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