Roma, 14 lug. (askanews) – Anni di immobilismo e disattenzione alla crisi climatica stanno presentando, giorno dopo giorno, conti sempre più salati. Così il Wwf in una nota. L’inazione nel contrastare il cambiamento climatico, abbattendo le emissioni climalteranti, e nell’adottare efficaci misure di adattamento ha ormai effetti sulla vita di tutti noi. In Lombardia, la scarsità della risorsa idrica inizia a determinare problemi non solo all’ecosistema, ma anche alle attività umane, ad iniziare dall’agricoltura. Il lago di Como e tanti altri laghi stanno toccando ogni giorno record negativi di quantità di acqua presente.

E a nulla serviranno provvedimenti come quelli presi nei giorni scorsi per aggiornare la disciplina del deflusso minimo vitale con la finalità di consentire al comparto agricolo di attingere acqua in deroga: con le portate dei corsi d’acqua ridotte del 50% rispetto alla media storica e le riserve da scioglimento nivale praticamente azzerate togliere anche la poca acqua rimasta nei corsi d’acqua danneggerà ulteriormente questi, senza avere effetti positivi sulle coltivazioni.

In questo contesto di grave carenza idrica si può adottare una soluzione immediata: negli invasi idroelettrici alpini sono trattenuti, secondo quanto riportato nel Bollettino delle Riserve idriche emesso dall’ARPA Lombardia il 9 luglio scorso, 524 milioni di metri cubi di acqua. Vista la gravissima siccità che sta colpendo l’intera Lombardia il governo regionale dovrebbe subito intervenire sui gestori degli invasi imponendo un rilascio straordinario di acqua che vada ben oltre quanto è stato fino ad oggi insufficientemente disposto. Mentre i laghi, i fiumi e i torrenti sono a secco, con danni enormi per specie e habitat e con ripercussioni negative su interi comporti produttivi, non ha senso tenere stoccati milioni di metri cubi di acqua.