Il nesso tra cambiamento climatico, crisi idrica ed eventi meteo estremi è sempre più evidente.
Lo mette a fuoco il rapporto “Troppa o troppo poca.
L’acqua in Italia in un clima che cambia” presentato il 5 giugno, giornata mondiale dell’ambiente, nell’ambito della Venice Climate Week 2026, e realizzato da Italy for Climate, il centro studi su clima ed energia della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
L’Italia si sta riscaldando a una velocità superiore alla media globale (+2°C negli ultimi 50 anni), ciò intensifica sia i periodi di siccità, sia bombe d’acqua e alluvioni: nel 2025 in Italia sono state censite 1.670 grandinate e piogge intense, contro le 660 del 2019 e tra il 1980 e il 2024, i danni per gli eventi estremi sono costati 145 miliardi, con una fortissima accelerazione registrata proprio negli ultimi anni.
Il contesto rimane quello di stress idrico: l’Italia preleva il 27% dell’acqua disponibile: come Malta, Cipro e Spagna supera la soglia di allerta del 20%.







