In Italia l’acqua è sempre più troppa o troppo poca, a causa degli eventi meteo estremi resi più frequenti e intensi dalla crisi climatica in corso. Le alluvioni, le grandinate e le cosiddette bombe d’acqua aumentano, mentre cresce al tempo stesso il rischio di siccità, con una disponibilità idrica in calo e prelievi che restano i più alti d’Europa. È il paradosso messo al centro del nuovo rapporto di Italy for Climate, Troppa o troppo poca. L'acqua in Italia in un clima che cambia, presentato nell’ambito della Venice Climate Week 2026.
Il punto di partenza è il surriscaldamento del pianeta, che in Italia è ben più veloce della media globale: negli ultimi 50 anni l’aumento della temperatura media atmosferica registrato nel nostro Paese è stato di 2°C. Questo cambiamento agisce direttamente sul ciclo dell’acqua, intensificando gli estremi: da una parte periodi di scarsità idrica sempre più critici, dall’altra eventi di pioggia concentrati, violenti e distruttivi.
Secondo il rapporto realizzato dal centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, gli eventi estremi come alluvioni e grandinate sono quasi triplicati negli ultimi sei anni. Anche il conto economico cresce: tra il 1980 e il 2024 i danni provocati dagli eventi climatici estremi sono costati all’Italia 145 miliardi di euro, una somma seconda solo a quella della Germania, con una forte accelerazione negli ultimi anni.







