Ayurveda è una parola sanscrita che significa, letteralmente, “scienza della vita“. È una medicina tradizionale che arriva dall’India e che esiste da migliaia di anni, basata su un’idea di fondo semplice quanto affascinante: corpo e mente non si curano separatamente, ma vanno considerati come un unico sistema in equilibrio. Al centro di questa filosofia ci sono i dosha, tre energie che convivono in ognuno di noi in proporzioni diverse: Vata (aria e movimento), Kapha (terra e struttura) e Pitta, il dosha del fuoco, che governa calore, metabolismo e trasformazione. Il dosha da regolare per combattere il caldo estivo.

Pitta, il dosha che governa il calore

Ed è proprio Pitta il vero protagonista dell’estate. Quando le temperature esterne salgono, secondo l’ayurveda questo fuoco interno si accende ancora di più, portando con sé irritabilità, infiammazione, acidità, un sonno più leggero del solito. Ma niente panico: i rimedi ayurvedici contro il caldo non sono mai drastici. Sono piccoli gesti, quasi dei rituali, che agiscono su respiro, alimentazione e pelle. Eccone alcuni:

Il respiro Sitali (o Shitali)

Si arrotola la lingua a tubo e si inspira lentamente: è il pranayama (disciplina del respiro) rinfrescante per eccellenza dell’ayurveda. Chi non riesce ad arrotolare la lingua, per una semplice questione genetica, può praticare la variante Sitkari: la lingua si appoggia al palato superiore e si serrano i denti in un sorriso accennato. L’inspirazione passa attraverso i denti e l’espirazione avviene dal naso. Si comincia con 9 cicli, per arrivare gradualmente a 15. Uno studio pubblicato su Medical Science Monitor Basic Research ha misurato temperatura corporea e scambi gassosi durante la pratica, mentre una ricerca su 100 soggetti sani, pubblicata sulla RGUHS Journal of AYUSH Sciences, ha mostrato miglioramenti concreti nella termoregolazione e nell’attività del sistema nervoso parasimpatico dopo appena una settimana di pratica quotidiana.