I costi del Biodigestore dei rifiuti in fase di ultimazione a Saliceti hanno ispirato una lettera. I firmatari della missiva sono i rappresentenati dei comitati Sarzana, che botta!, No biodigestore Saliceti e i destinatari l’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti, Giacomo Giampedrone, il presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini, al sindaco di Vezzano Ligure, Massimo Bertoni, all’amministratore delegato di Iren Ambiente, Eugenio Bertolini, al presidente e all’amministratore delegato di Recos, Luca Piccioli e Giovambattista Fincato. Un’iniziativa che i due gruppi hanno condiviso con comitati e associazioni che aderiscono alla Rete ambientale atro turismo (Raat) della Spezia.
"ll progetto approvato nel 2021 – scrivono – era accompagnato da un Piano Economico Finanziario, allegato al Paur, che prevede un investimento di 57 milioni di euro per trattare 60.000 tonnellate l’anno di organico. Un costo di 950 euro a tonnellata. Il costo medio in Italia è di 450-500 euro. Fin dall’avvio dell’iter di approvazione nel 2019 abbiamo chiesto i motivi di un costo così elevato rispetto a impianti similari realizzati altrove (anche dalla stessa Iren) senza ottenere alcun riscontro. Oggi i 96 milioni dichiarati, di gran lunga superiori ai 57 del progetto approvato, fanno salire a 1.600 euro la tonnellata il costo di trattamento dei rifiuti organici nell’impianto di Saliceti. Uno sproposito, che rende ancor più impellenti chiarimenti di merito. Nell’annunciare per fine anno l’entrata in produzione avete evidenziato innovazioni tecnologiche. Sono tali da giustificare un incremento dei costi di 40 milioni di euro?". I comitati concludono formulando la richiesta di “rendere pubblici sui siti predisposti della Regione e della Provincia il nuovo Piano Economico Finanziario del progetto e la documentazione delle eventuali innovazioni di alta tecnologia introdotte.












