Vezzano Ligure – Si chiude con un’archiviazione il filone giudiziario sul biodigestore di Saliceti, l’impianto in costruzione nel territorio di Vezzano Ligure destinato al trattamento della frazione organica dei rifiuti. Il giudice per le indagini preliminari della Spezia, Tiziana Lottini, nell’ambito di un procedimento di competenza della Procura europea di Torino, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta che ipotizzava possibili violazioni della normativa europea sugli appalti pubblici e una indebita percezione dei finanziamenti del Pnrr, con l’ipotesi di truffa ai danni dell’Unione Europea. Nel corso degli accertamenti, infatti, non sarebbe emerso alcun elemento penalmente rilevante: nel provvedimento viene evidenziato che, nonostante l’ampia attività istruttoria e l’acquisizione di documentazione, non sono emersi atti falsi né elementi tali da far ipotizzare condotte irregolari o fuorvianti. L’intero iter è quindi stato valutato come regolare dalla Procura. L’indagine aveva preso avvio da una serie di esposti presentati a partire dal 2023 da associazioni e comitati contrari all’opera. Il fascicolo era poi passato alla Procura europea per via del finanziamento da 40 milioni di euro ottenuto attraverso il Pnrr per la realizzazione dell’impianto. Il biodigestore, che oggi si trova nelle fasi finali del cantiere, dovrà trattare e recuperare i rifiuti organici producendo compost e biometano, nell’ambito del progetto di chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio spezzino. “Questa ultima sentenza conferma, così come già avvenuto in precedenti valutazioni giudiziarie, la regolarità di tutti gli atti portati avanti dalla Provincia in questi anni, compresa l’acquisizione dei fondi europei per la realizzazione di questo progetto”, ha commentato in una nota la Provincia della Spezia.